Diritti degli interessati

Pubblicato da Gio Lan il

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-Il commento testuale-

. I diritti degli interessati: la portabilità dei dati

 

Tra i nuovi diritti degli interessati previsti dal Regolamento, vi è il diritto alla portabilità dei dati.

 

La portabilità dei dati sostanzialmente permette agli interessati di ottenere e riutilizzare i “propri” dati per i propri scopi e attraverso servizi diversi. In questo senso, facilita la circolazione, la copia o il trasferimento dei dati personali da un ambiente informatico all’altro senza impedimenti.

 

In primo luogo, l’interessato ha il diritto di ricevere dati personali (“in un formato strutturato, di uso comune e leggibile meccanicamente”) trattati da un titolare e di memorizzarli su un dispositivo nella propria disponibilità in vista di un successivo utilizzo personale, senza trasferirli a un diverso titolare.

 

Si tratta, dunque, di un diritto che facilita la gestione diretta dei propri dati personali.

 

In secondo luogo, si ha il diritto di trasmettere i propri dati personali  “senza impedimenti”. A tali fini, occorre che siano soddisfatte tre condizioni.

 

In primo luogo, i dati personali devono essere trattati, attraverso strumenti automatizzati (quindi escludendo gli archivi cartacei), sulla base del consenso preventivo dell’interessato o per l’esecuzione di un contratto di cui è parte l’interessato.

 

In secondo luogo, i dati personali di cui si chiede la portabilità devono riguardare l’interessato ed essere quelli forniti dall’interessato.

 

Il WP29 raccomanda ai titolari di non interpretare l’espressione “dati personali che riguardano l’interessato” in modo eccessivamente restrittivo, qualora vi siano dati personali di terzi all’interno di un insieme di dati che riguardano l’interessato e sono stati forniti da quest’ultimo, e che l’interessato utilizza per scopi personali. Ne sono un esempio, tipicamente, i tabulati telefonici, che contengono le chiamate in entrata e quelle in uscita, oppure il prospetto dei movimenti sul proprio conto corrente bancario, in cui sono riportati anche gli accrediti effettuati da soggetti terzi. Si può ritenere che un dato personale sia fornito dall’interessato se quest’ultimo lo “fornisce” consapevolmente e in modo attivo: è il caso, per esempio, dei dati di registrazione (indirizzo postale, nome utente, età, ecc.) inseriti compilando un modulo online. Tuttavia, la definizione comprende anche i dati generati e raccolti attraverso le attività dell’utente che fruisce di un servizio o utilizza un dispositivo.

 

Viceversa, il diritto alla portabilità non si applica ai dati personali che sono derivati o dedotti dalle informazioni fornite dall’interessato (per esempio, il profilo-utente creato analizzando i dati grezzi di uno smart meter), poiché non si tratta di dati forniti dall’interessato bensì creati dal titolare del trattamento.

 

In terzo luogo, l’esercizio del diritto alla portabilità non deve ledere i diritti e le libertà altrui. Per esempio, se l’insieme dei dati trasferiti su richiesta dell’interessato contiene dati personali che riguardano altre persone fisiche, il nuovo titolare dovrebbe trattare tali dati solo in presenza di un idoneo fondamento giuridico. È questo il caso di un trattamento che sia svolto direttamente dall’interessato nell’ambito di attività esclusivamente personali o domestiche.

 

Certamente questo diritto rappresenta una opportunità per gli interessati ma è facile immaginarne anche un uso che va oltre la ratio di questo istituto. In ogni caso è immaginabile che possa tenere molto occupati gli avvocati…

Categorie: GDPR

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