Focus consensi

Pubblicato da Gio Lan il

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Il consenso: focus sui consensi già ottenuti sulla base del Codice Privacy

 

Il consenso dell’interessato al trattamento dei propri dati personali continua ad essere uno dei punti focali della disciplina sulla privacy anche a seguito dell’adozione del Regolamento.

 

Il Regolamento definisce il consenso come qualsiasi manifestazione di volontà libera, specifica, informata e inequivocabile dell’interessato, con la quale lo stesso manifesta il proprio assenso – mediante una dichiarazione o un’azione positiva inequivocabile – affinché i dati personali che lo riguardano siano oggetto di trattamento.

 

Non è, quindi, ammesso un consenso tacito o presunto.

 

La richiesta di consenso dovrà essere comprensibile, semplice, chiara e preceduta da una valida informativa. Occorrerà, quindi, evitare formulazioni ambigue o eccessivamente complesse. Inoltre, tale richiesta dovrà essere chiaramente distinguibile da eventuali altre richieste o dichiarazioni rivolte all’interessato, per esempio all’interno di modulistica contrattuale.

 

Quali sono, quindi, le principali novità?

 

  • Con riguardo ai minori, il Regolamento precisa che il consenso del minore è valido a partire dall’età di 16 anni; prima, occorrerà raccogliere il consenso dei genitori o di chi ne fa le veci.

 

  • Per i dati “sensibili”, viene meno, invece, l’obbligo della forma scritta. Sarà sufficiente un consenso esplicito, consistente, quindi, in una manifestazione di volontà espressa, così come un consenso esplicito dell’interessato sarà richiesto per i trattamenti automatizzati (compresi la profilazione), che possano produrre effetti giuridici sulla sua persona (ad esempio, un licenziamento o la revisione delle condizioni di una polizza assicurativa) o che, comunque, possano incidere in modo significativo sulla persona (ad esempio, attraverso effetti di natura discriminatoria).

 

Il titolare del trattamento, per poter fare affidamento su tale base giuridica, dovrà, in ogni caso, essere in grado di dimostrare che l’interessato ha prestato il proprio valido consenso a uno specifico trattamento.

 

A tal riguardo, rilevante è il tema della efficacia dei consensi acquisiti precedentemente al 25 maggio 2018, rispetto ai quali, il Garante ha precisato che essi restano validi nella misura in cui hanno tutte le caratteristiche previste dal Regolamento.

 

In caso contrario, il titolare – ove intenda continuare a fare ricorso a tale base giuridica – dovrà adoperarsi prima di tale data per raccogliere nuovamente il consenso degli interessati, nel rispetto delle previsioni introdotte dalla nuova normativa.

Categorie: GDPR

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