Trattamento profilazione

Pubblicato da Gio Lan il

–Il commento testuale-

I trattamenti per finalità di profilazione

­Tra i trattamenti rispetto ai quali il Regolamento introduce novità meritevoli di attenzione vi è sicuramente la profilazione: un’attività molto comune nel mondo del marketing, ma con molteplici applicazioni anche in altri settori.

 

Per profilazione si intende qualsiasi forma di trattamento automatizzato di dati personali consistente nell’utilizzo di tali dati personali per valutare determinati aspetti personali relativi a una persona fisica, in particolare, per analizzare o prevedere aspetti riguardanti il rendimento professionale, la situazione economica, la salute, le preferenze personali, gli interessi, l’affidabilità, il comportamento, l’ubicazione o gli spostamenti di detta persona fisica.

 

Sotto il profilo degli obblighi informativi, il titolare dovrà comunicare agli interessati l’esistenza di un’attività automatizzata di profilazione, fornendo informazioni significative sulla logica utilizzata, nonché l’importanza e le conseguenze che tale trattamento può comportare per l’interessato.

 

L’interessato ha, inoltre, il diritto di non essere sottoposto a una decisione basata unicamente sul trattamento automatizzato (ivi inclusa, quindi, la profilazione), ove tale decisione sia idonea a produrre effetti giuridici che lo riguardano (ad esempio, il rifiuto di una domanda di finanziamento o la modifica delle condizioni di una polizza assicurativa) o, comunque, ad incidere significativamente sulla sua persona, a meno che tale decisione:

 

a)      sia necessaria per la conclusione o l’esecuzione di un contratto tra l’interessato e il titolare del trattamento;

b)      sia autorizzata dalla legge nazionale o comunitaria;

c)      si basi sul consenso esplicito dell’interessato.

 

Un simile trattamento è, inoltre, indicato dal Regolamento tra quelli che possono presentare un rischio elevato per i diritti e le libertà delle persone fisiche e che, pertanto, richiedono l’attivazione in via preventiva di una procedura di data protection impact assessment.

 

Il titolare del trattamento dovrà, in ogni caso, assicurare all’interessato il diritto di ottenere l’intervento umano da parte del titolare del trattamento ed evitare così una decisione completamente automatizzata e, ancora, il diritto di esprimere la propria opinione ed eventualmente contestare la decisione.

 

Va, peraltro, osservato che non sempre la profilazione comporta l’assunzione, in modo automatizzato, di decisioni tali da incidere in modo significativo sulla persona de titolare.

 

Ad esempio – come osservato dall’Article 29 Working Party –  in molti casi, la pubblicità comportamentale – basata sulla profilazione di utenti e clienti – non comporta effetti significativi su questi ultimi, per quanto ciò non possa essere escluso a priori, dovendosi considerare tutte le specificità del caso concreto, tra cui:

 

         il carattere più o meno intrusivo del trattamento

         le aspettative dei soggetti coinvolti nel trattamento

         le modalità attraverso cui la pubblicità è veicolata

         la particolare vulnerabilità dei soggetti interessati.

 

Va, infine, considerato che – in base alla nuova normativa, diversamente da quanto accade ora – l’attività di profilazione, in linea di principio, potrebbe anche trovare la sua base giuridica nell’interesse legittimo del titolare o di una terza parte e, quindi, non richiedere il consenso dell’interessato.

 

Per poter fare affidamento sull’interesse legittimo, il titolare sarà, in ogni caso, tenuto a porre in essere – in via preventiva – un serio bilanciamento degli interessi in gioco, volto a valutare se il proprio interesse possa essere ritenuto o meno prevalente rispetto agli interessi, ai diritti ed alle libertà dei soggetti i cui dati vengono trattati.

Categorie: GDPR

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